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Perchè "La Ghianda"

Il nome della nostra Associazione è ispirato alla teoria della ghianda di James Hillman, il quale, ispirandosi al mito platonico di Er, nel libro "Il Codice dell'Anima" afferma che ciascuno di noi è venuto al mondo con un’immagine che ci definisce; l’anima di ciascuno di noi sceglie un “compagno segreto” che ci guiderà nel cammino terreno.

Questa forma, questa idea, questa immagine non tollerano eccessive divagazioni. La teoria della ghianda sostiene che ciascuna persona sia portatrice di un’unicità che chiede di essere vissuta e che è già presente prima di potere essere vissuta. Noi nasciamo con un carattere; che è un dono che ci è dato al momento della nascita, come nelle fiabe dalle fate madrine.

Se sei una ghianda non potrai che diventare una quercia, un giorno.
 
Per quanto tu tenti di deviare il corso degli eventi o di forzare la tua natura, il tuo destino è di diventare una quercia. Niente altro che una quercia. E’ il tuo daimon

 

Obiettivi

Ciascuno di noi è unico, ciascuno di noi ha un talento, scoprirlo e nutrirlo con l’applicazione è ciò che dà un senso al nostro essere qui e ciò da cui dipende la nostra felicità e il nostro equilibrio; tutto ciò ovviamente richiede l’accettazione di un mistero, di qualcosa di innato che chiede solo di poter uscire allo scoperto rispettandone tempi e modalità, diverse per ognuno di noi.

L'obiettivo del nostro lavoro insieme, quindi, è tutto racchiuso nel desiderio di condividere con gli altri i nostri talenti e le nostre esperienze, attraverso un intreccio magico tra discipline apparentemente  molto diverse, che hanno come intento comune un approccio olistico verso l'esistenza, attribuendo un grande valore alla cura ed al benessere della persona nella sua inscindibile totalità (corpo, mente e anima) e quindi della "salute" intesa non solo come semplice assenza di malattia, ma come uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale, così come indicato dall'O.M.S. (Organizzazione Mondiale della Sanità) che, sin dall'anno della sua fondazione nel 1946, la considera uno dei diritti fondamentali che spettano alle persone, senza distinzione di razza, di religione, d’opinioni politiche, di condizione economica o sociale, definendola anche come una condizione fondamentale della pace del mondo e della sicurezza.

 

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